Formazione Religiosa

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Atti 6-9: il problema degli Ellenistidi Don Filippo Morlacchi L’attività di Filippo, esempio di missione ellenista Filippo va dai Samaritani (8,5) e poi verso la città pagana di Gaza (8,26). Va contro il detto di Gesù: "questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani" (Mt 10,5). Il ministro etiope era invece probabilmente un timorato di Dio (eunuco = non poteva diventare proselito in senso pieno: Dt 23,2); ma forse era ebreo, perché leggeva Isaia? È l’inizio della missione ai pagani. Si tratta di un racconto parallelo (contrapposto?)…
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:29

La persecuzione degli ellenisti (At 8,1)

Atti 6-9: il problema degli Ellenistidi Don Filippo Morlacchi  La persecuzione degli ellenisti (At 8,1) Si sviluppò una persecuzione nei confronti dei cristiani (non è necessario dire giudeo-cristiani, perché ancora non esistevano cristiani che non fossero anche giudei) ellenisti da parte dei giudei grecofoni (At 6,9).
Atti 6-9: il problema degli Ellenistidi Don Filippo Morlacchi Perché il Vangelo ha presa tra i giudeo-cristiani di cultura greca? Finora abbiamo parlato di "giudeo-cristianesimo" in generale; ma occorre distinguere due gruppi di fondo all’interno dei giudei che hanno creduto a Gesù: quelli palestinesi (di cultura giudaica) e quelli "ellenizzati" (di cultura piuttosto greca, ma sempre giudei).
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:27

I grandi discorsi di Pietro

Atti 2-4: la prima predicazione di Pietrodi Don Filippo MorlacchiI grandi discorsi di PietroLeggendo i discorsi di Pietro in At si può risalire alla formula "originaria" del kèrygma. Altre formule antichissime sono quelle lettere paoline (ad es. 1Cor 15,1-5) che sono sicuramente precedenti a Paolo. Luca mette sulla bocca di Pietro delle parole volutamente arcaicizzanti, con abbondanti e voluti semitismi per cercare di rendere anche letterariamente il tenore dei discorsi petrini. Si tratta di discorsi composti da Luca in conformità ai modelli di predicazione della fine del I secolo in ambiente ellenistico; ma non mancano alcuni elementi precedenti, alcune formule…
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:26

Come leggere la storia degli Atti

Atti 2-4: la prima predicazione di Pietrodi Don Filippo MorlacchiCome leggere la storia degli AttiSecondo C.M. Martini, la storiografia degli Atti non procede secondo un modello "lineare" (un processo graduale e quasi inarrestabile, quasi un "crescendo" continuo, un progresso senza soluzione di continuità), ma secondo un modello "critico" (da krìsis, giudizio). "Si tratta delle difficoltà, sofferenze, tentazioni che perennemente la Chiesa deve affrontare. Questo modello, che chiamiamo critico, non si evolve attraverso premesse e conseguenze, secondo una linea di sempre maggiore efficienza, ma si svolge attraverso il ritmo della costruzione e della dispersione, della morte e della rinascita".Un metodo di…
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:25

Rilettura giudeo-cristiana del NT

Ecclesiologia degli Atti e giudeo-cristianesimodi Don Filippo MorlacchiRilettura giudeo-cristiana del NTI giudeocristiani, ossia i giudei credenti anche in Gesù messia, erano il nocciolo duro di tutta la Chiesa, e solo dopo furono sopraffatti dai gentilo-cristiani. Al tempo della scrittura di At forse già stavano diventando "minoranza" ("the mighty minority": J. Jervell 1980). Tutto il NT è prodotto non di chiese dei Gentili, sganciate ormai dalla matrice giudaica, ma di Chiese "della Circoncisione" composte di giudeocristiani, o – almeno – di chiese "miste" nelle quali la "potente minoranza" giudeocristiana ha dato l’impronta fondamentale. Difficile dire come e quando questa potente minoranza…
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:24

Ecclesiologia degli Atti

Ecclesiologia degli Atti e giudeo-cristianesimodi Don Filippo MorlacchiEcclesiologia di Atti (cfr F. Rossi de Gasperis, Cominciando da Gerusalemme)Per comprendere At bisogna partire dal fatto che ne è protagonista non una "chiesa" generica, ma la Chiesa di Gerusalemme, madre di tutte le chiese. È la Chiesa dei "santi" (Atti 9,13.41; 20,32; 26,10.18: la traduzione spesso non è fedele); dei "fratelli" (ad es. 1,15-16), dei "discepoli" (ad es. At 9,1.10), dei "credenti" (ad es. At 2,44), dei cosiddetti "natzorei" (At 24,5), del gruppo che si definiva "la via" (Atti 9,2; 19,9.23; 22,4; 24,14.22: spesso è tradotto con "la dottrina"). I "santi" sono…
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:15

Teologia universalistica

Ecclesiologia degli Atti e giudeo-cristianesimodi Don Filippo MorlacchiTeologia universalisticaAt è stato definito "il vangelo dello Spirito", parallelo al "vangelo di Gesù". La struttura organica di Lc + At risulterà evidente se si considera l’importante inclusione costituita dal duplice richiamo di Is 40,5 ("ogni uomo vedrà la salvezza di Dio") in Lc 3,6 (a proposito del Battista) e At 28,28 (a conclusione del libro, citato in maniera sfumata). All’interno di questo percorso che porta da Gerusalemme fino ai confini della terra si costruisce la vicenda degli Atti.La storia della salvezza è unica: nei discorsi di Stefano, di Pietro, di Paolo, la…
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:15

Lo scopo della scrittura di Atti

Ecclesiologia degli Atti e giudeo-cristianesimodi Don Filippo MorlacchiLo scopo della scrittura di AttiLa scuola di Tubinga ha voluto vedere in At uno scopo ideologico: risanare la frattura tra cristianesimo petrino (giudeo-cristiano) e paolino (avverso alla legge mosaica).Altri vi hanno visto un’apologia del Cristianesimo di fronte all’autorità romana, al fine di ottenere lo statuto di "religio licita" al pari dell’ebraismo.Altri ancora vi hanno visto il "documento di difesa" di Paolo nel corso dell’inchiesta giudiziaria che lo portò alla condanna a morte.La posizione tradizionale vi vede la ricostruzione della storia e della missione della Chiesa primitiva, per mostrare ai cristiani il compimento…
Venerdì, 18 Giugno 2004 14:14

Gruppi etnici e religiosi

Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storicoGruppi etnici e religiosiIsraeliti: i discendenti di Isarele, cioè Giacobbe. Con questo nome si auto-identificano gli appartenenti al popolo di Dio nell’AT, sia che parlino ebraico, greco o altre lingue. Sono "figli di Abramo", circoncisi, fedeli alla Torah, in attesa del Messia. Giudei: significa "abitanti della Giudea", ma è sinonimo di Israeliti, perché dopo la caduta di Samaria (722 a.C.) gli unici Israeliti superstiti furono quelli di Giuda. In tal senso si contrappongono a proseliti, a samaritani, a greci o gentili. Ebrei: è il nome con cui gli israeliti sono chiamati dagli…
Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storicoLa tesi di M. Hengel sull’affidabilità di Lc storiografoCi si può fidare delle opere di storiografia antica? Nell’antichità si trovano da sempre tendenze a ridurre la materia raccolta dalle fonti di prima mano in compendi storiografici più sintetici: è il modo di agire proprio dello storiografo, a differenza del "piacere di fabulare" caratteristico di chi scrive romanzi e tende ad ampliare un nucleo narrativo con l’aiuto della fantasia (cfr il romanzo aretologico). I vangeli e gli atti non sono certo romanzi religiosi: dunque si tratta di racconti storicamente affidabili, che rivelano un…
Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storicoTeologia degli AttiL’approfondiremo nel prossimo capitolo. In sintesi estrema: scopo di At è dimostrare la tesi dell’apertura universalistica della salvezza, secondo il messaggio di Paolo: "non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso [Gesù] è il Signore di tutti" (Rm 10,12). Dunque la storia della salvezza iniziatasi con le promesse fatte ad Abramo per il bene di tutta l’umanità si compiono in Gesù e si realizzano nella sua Chiesa, in piena continuità. Storia dell’interpretazioneLa Scuola di Tübingen del secolo XIX (F.C. BAUR): At sono un’opera di riconciliazione tra le…

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